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Ah, l'Egitto!

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Diario di viaggio (testo e foto) di Claudio Patriarca, copyright - Parte prima

Se ho avuto qualche motivo di timore durante il viaggio programmato in Egitto, è stato alla partenza: aeroporto di Fiumicino Terminal 3, stretto e costretto tra centinaia di passeggeri ammassati in un angusto spazio in attesa di sottoporsi all’unico controllo di sicurezza, personale e del bagaglio a mano. Situazione che si è protratta per più di trenta minuti. E questa disorganizzazione ed inefficienza di un aeroporto che si appresta ad affrontare un Giubileo, si è purtroppo ancora evidenziata al mio ritorno quando è stato difficile persino pagare il parcheggio dell’auto, dato il non funzionamento, non segnalata tempestivamente, delle apposite macchinette (out of service).carrozzino15

Superato il dovuto e giusto controllo, passata la frontiera, niente più magone,  finalmente, a bordo dell’aereo Egyptair coccolato dalle gentili hostess della compagnia, seduto tra una anziana insegnante tedesca e una giovane signora da Marostica, entrambe dirette a Luxor per un periodo di riposo. Al Cairo il trasferimento alle linee interne mi ha dato modo di apprezzare la grande funzionalità del nuovo aeroporto. Due controlli di sicurezza, ben organizzati, rapidi ma accurati. Chiari cartelli bilingue indicanti il tragitto da effettuare, scale mobili, ascensori e tapis roulant sempre funzionanti, bagni ben segnalati, accoglienti e puliti. Professionalità e cortesia hanno caratterizzato questa fase del viaggio.

EgyptNilo16A Luxor, durante il tragitto tra l’aeroporto e  la nave ormeggiata sul Nilo che sarà la mia casa per qualche giorno, comincio a respirare la familiare aria tiepida e profumata delle rive del fiume.

A bordo della nave quasi non si sente parlare italiano, a parte un gruppo di turisti provenienti dalle parti di Ginevra che alternano la nostra lingua al francese. Per il resto dei passeggeri il tedesco è d’obbligo.

La cosidetta crociera, dopo la visita di Luxor, Karnak e Valle dei Re ci porterà ad Assuan con piccole soste per la visita di Edfu e Kom Ombo. Il resto del tempo durante la lenta e rilassante risalita del Nilo, trascorre tra bagni di sole e in piscina sul deck della nave che viaggia in uno splendido scenario intatto da millenni, tra colazioni, pranzi, tea break, cene, il tutto preparato da professionisti della ristorazione egiziana.EgittoAswanbarcaPP9

Il colore del Nilo sta avvicinandosi sempre più al colore del cielo: stiamo per arrivare ad Assuan dove regna la tranquillità più assoluta. La città è adagiata sulla riva destra del fiume per almeno un paio di chilometri, una larga e ben tenuta “corniche” lungo il fiume con semafori ben organizzati, niente frenesia, il traffico scorre lentamente ma ordinato. 

I crocieristi tedeschi sciamano dalla nave per disperdersi nei vari famosi antichi bazar della città. Gli svizzeri, più selettivi, attendono un mezzo che li porterà a visitare la diga e i  templi salvati e trasferiti “all’asciutto” quando la diga stessa fu costruita, creando a monte il grande lago Nasser.

La regione intorno ad Assuan è il centro dell’attività estrattiva del granito rosa con il quale fu costruita la maggior parte dei monumenti faraonici egiziani.

Egittomercanzie8Il suk della città è rimasto quello di sempre, memore di essere stato un tempo il primo punto di arrivo dei mercanti carovanieri provenienti dal Sudan, dai deserti africani e talvolta perfino dall’India. Qui si trova veramente di tutto.

Sulla riva opposta, la sinistra, il Mausoleo dell’Agha Khan e il Monastero di San Simeone. Al centro del fiume l’Isola Elefantina, nominata anche dallo storico Erodoto, dove ebbe origine la città, e la più piccola Isola di Kitchener, orto botanico con rari esemplari di piante e uccelli tropicali.

La sera, nella grande piazza antistante la stazione ferroviaria sono seduto all’esterno di un caffè tipico accanto ad alcuni ragazzi intenti ad una partita di backgammon, passano gruppi di cinesi, alcune signore alessandrine. e gli unici a parlare in italiano siamo il mio amico Mohammed ed io. Domani sarò al Cairo. 

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