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COME EVITARE PERICOLOSE TOSSINFEZIONI IN VIAGGIO?

GiuiaCoarelliDott.ssa

Tutto pronto per la partenza? Ma come comportarsi in viaggio? Quali precauzioni bisogna prendere soprattutto se ci si reca in Paesi asiatici, africani e del Sud America dove spesso l’igiene è scarsa? Come evitare che la vacanza dei sogni si trasformi in un incubo a causa di un’intossicazione, infezione o tossinfezione alimentare (da Salmonella, Stafilococco, Escherichia coli, ecc.) che spesso sfociano nella cosiddetta “diarrea del viaggiatore”?

10 regole alimentari da applicare in viaggio:


1. Bere soltanto acque e bevande imbottigliate e sigillate: l’acqua deve essere microbiologicamente e tossicologicamente pura; solo le acque imbottigliate sono state preventivamente sottoposte ad un controllo di igiene e sicurezza. Importante valutare attentamente l’integrità del tappo e del sigillo prima del consumo.
2. Non aggiungere ghiaccio alle bevande (cocktail e bibite): molti batteri patogeni possono sopravvivere alle basse temperature e quando si trovano nella nostra fresca bibita, possono moltiplicarsi.
3. Consumare preferibilmente verdure cotte o, in caso di frutta e verdure crude, consumarle solo dopo averle sbucciate e lavate con acqua “sicura”.
4. In mancanza di acqua potabile, consumarla solo dopo bollitura o con l’aggiunta di qualche disinfettante. Portare ad ebollizione l’acqua significa portarla ad una temperatura di 100° C, in modo tale da distruggere gli agenti patogeni presenti.
5. Consumare solo cibi ben cotti, ancora caldi: le norme igieniche prevedono che la temperatura ottimale dell’alimento da consumare sia di 60°-70° C fino al centro dell’alimento stesso, temperatura alla quale la maggior parte di batteri e virus vengono distrutti o resi innocui. Sarebbe anche opportuno che l’alimento, una volta cotto, venga consumato abbastanza velocemente, per impedire che si ricostituisca la flora microbica.
6. Non consumare carne, pesce o frutti di mare crudi o poco cotti: alcuni alimenti come latte, carne, pesce, uova sono facilmente deteriorabili perché ricchi di nutrienti come proteine, grassi e zuccheri, e quindi molto “appetibili” anche per i microrganismi.
7. Non bere latte o mangiare latticini non pastorizzati: la pastorizzazione è un trattamento termico che serve ad aumentare il tempo di conservazione di alcuni alimenti. Sfruttando l’azione battericida del calore, riesce a disattivare gli enzimi e distruggere gran parte dei microrganismi presenti nell’alimento, anche se alcune forme riescono comunque a sopravvivere.
8. Evitare l’uso di condimenti e di salse.
9. Evitare di consumare il cosiddetto street food locale, spesso proposto e venduto ai bordi delle strade, anche se di bell’aspetto e invitante: purtroppo, a volte, le norme igieniche più elementari non vengono rispettate. Per garantire la salubrità di un alimento o preparazione alimentare è necessario mantenere la temperatura di conservazione degli alimenti freschi sempre a 4°C, utilizzare utensili e contenitori sempre sterili, mantenere le superfici sempre igienicamente “pure”, utilizzare sempre acqua sicura.
10. Curare l’igiene personale, usare acqua potabile anche per lavarsi i denti, lavarsi sempre le mani prima dei pasti e dopo l’uso dei servizi igienici, possibilmente facendo uso di acqua tiepida e di sapone oppure, in alternativa, attraverso l’impiego di disinfettanti per le mani a base di alcool ( >60%).


Oltre ai consigli di cui sopra, prima di partire per un Paese a rischio, è sempre bene:

  • Informarsi sui principali rischi igienico-sanitari del Paese in questione;
  • Almeno qualche settimana prima della partenza è buona regola fare uso di integratori probiotici e prebiotici secondo le indicazioni e consigli del proprio medico;
  • Mettere in valigia integratori di vitamine e sali minerali (utili per ripristinare le carenze di queste sostanze che si verificano durante gli alterati equilibri della flora microbica intestinale), probiotici e farmaci contro le tossinfezioni alimentari da viaggi (antibiotici o antimicrobici indicati contro le infezioni intestinali sostenute da batteri gram-positivi e gram-negativi), facendosi sempre consigliare dal proprio medico.

Dottoressa Giulia Coarelli

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