Skip to main content

Abusivismo. Qualcosa si muove

Abusivismoday24 

Il fenomeno è stato analizzato nel corso della Giornata

organizzata da Fiavet Lazio

 

di Antonio Castello

Il futuro è tracciato. Di abusivismo nel mondo del turismo sentiremo ancora parlare a lungo, ma almeno qualcosa si muove. Le prime indicazioni sono emerse nel corso dell’Abusivismo Day, organizzato da Fiavet Lazio e a cui hanno preso parte, oltre al Presidente dell’Associazione, Ernesto Mazzi, il Consulente Legale Fiavet, Federico Lucarelli, il Prof. Pietro Masi, Ordinario di Diritto Commerciale presso l’Università di Tor Vergata e il Generale della Guardia di Finanza Bruno Buratti, Comandante Regionale Lazio, coadiuvato dal Col. Davide Cardia.

Nel corso dell’incontro è stato proprio quest’ultimo ad annunciare gli ottimi risultati raggiunti a seguito di una indagine condotta dal Corpo in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia. “Consapevoli che tra le fitte maglie dell’illegalità, ha detto l’ufficiale, operano migliaia di improvvisati operatori turistici che accolgono ogni giorno, fiumi di pellegrini e visitatori, offrendo loro sistemazioni fatiscenti, talvolta pericolose e, comunque, totalmente sconosciute al fisco, abbiamo messo a punto un applicativo informatico “scova evasori” che in pochi istanti, incrocia i dati delle offerte formulate in rete, oggi la principale regolatrice del mercato, ne identifica i titolari, associandovi i rispettivi dati fiscali e, analizzando consumi ed altre informazioni, pervenendo ad una lista di “pirati” ordinata per grado di pericolosità. Con questa procedura, ha detto ancora il Col. Cardia, abbiamo effettuato 90 controlli in altrettanto strutture ricettive, riscontrando, nel 70% dei casi, l’effettiva assenza di autorizzazioni e la totale evasione dell’imposta, talvolta risalente a tre/quattro anni addietro. Complessivamente, ha concluso Cardia, dall’8 dicembre 2015, abbiamo controllato, solo a Roma, 494 strutture ricettive di cui ben 283 risultate irregolari. Abbiamo elevato sanzioni amministrative per 400 mila euro e abbiamo denunciato alle autorità di Pubblica Sicurezza 52 gestori che non avevano ottemperato all’obbligo di denuncia delle generalità degli ospiti, fatto molto grave soprattutto in un periodo di massima allerta per l’ordine pubblico”.            

Dopo anni di parole, profferite per lo più da politici insignificanti, finalmente è stata intrapresa la strada della concretezza. “La tematica dell’abusivismo, ha dichiarato il Gen. Buratti è molto complessa ed è trasversale a più settori (alloggio, trasporto, guide turistiche, bagarinaggio, acquisto di beni, vendita di prodotti turistici). E’ stato calcolato che, oggi, la sola contraffazione genera un fatturato di almeno 6,5 miliardi di euro cui corrispondono 5 miliardi di evasione fiscale e almeno 100 mila posti di lavoro in meno. Gli interventi della Guardia di Finanza sono pressanti, ma non bastano. Oltre al controllo e alla repressione occorre una campagna di sensibilizzazione generale. Il turista deve sapere quello acquista e deve sapere che l’oggetto a buon mercato non è mai di qualità e, spesso, si tratta di prodotti insicuri sotto l’aspetto igienico perché fabbricato con sostanze tossiche. Guai a impietosirsi di fronte agli ambulanti extra comunitario, perché il problema non sono loro, ma il sistema che cela dietro alla improvvisata bancarella. Ci sono cosche malavitose che hanno smesso di smerciare droga per dedicarsi al commercio dei prodotti contraffatti, perché più remunerativi. Spesso la colpa è anche nel sistema legislativo che non tutela adeguatamente i regolari ed è invece permissivo con gli irregolari. Il problema, dunque, ha concluso il Generale Buratti, sta nel cercare di orientare il turista, ovvero colui che usufruisce del servizio turistico, verso un comportamento corretto, di fare attenzione a quello che si acquista e a scegliere il meglio anche se più costoso. Occorre in sostanza una campagna di sensibilizzazione che deve necessariamente iniziare in agenzia di viaggio, al momento in cui si acquista un pacchetto turistico”.   

L’incontro è stato introdotto dal Prof. Masi secondo cui, in presenza di un fenomeno complesso e molto variegato, se si vuole sconfiggerlo occorre fare sistema. “Nel nostro codice, purtroppo, non è contemplata la figura di “impresa illecita” presupponendo che l’impresa è di per sé un fattore positivo. Una tale previsione ci avrebbe, probabilmente, aiutati a comprendere il fenomeno e a combatterlo. Le fattispecie illegali nel mondo del turismo sono oggi diverse e vanno  dalle pratiche commerciali scorrette alla concorrenza sleale per sfociare nella comunicazione ingannevole. Per prima cosa, occorre individuare tutte queste forme per capire come combatterle. Il problema dei grandi viaggi, ad esempio, è diverso dall’abusivismo alberghiero. Per questo occorre dapprima individuare le varie tipologie, studiarne le  problematiche per poi organizzarsi in sistema, il solo capace di dare esiti positivi”. Un concetto, quello di fare sistema, condiviso anche dal Gen. Buratti, secondo cui “il fenomeno non si può combattere con la logica del caso singolo. E’ necessario sedersi ad un tavolo comune che contempli addetti ai lavori (agenti viaggio, albergatori, guide turistiche, società di autonoleggio, ecc.) autorità di controllo e repressione e enti locali per individuare i casi, metterli a sistema le ricerche e solo allora, dopo aver individuato le risorse, intervenire nei modi più consoni possibile”.                  

Il dibattito si è concluso con l’intervento dell’Avv. Lucarelli secondo il quale “la presenza della Guardia di Finanza nell’azione che gli operatori di settore stanno conducendo da tempo (senza troppo successo- ndr), risulterà alla fine determinante. Da parte nostra, posso dire che non rimarremo di certo alla finestra. Non ci sarà occasione nella quale non faremo sentire la nostra presenza come stiamo facendo attualmente per il rinnovo del contratto di settore o con le pressioni che stiamo esercitando a livello di Ente Nazionale Bilaterale per il Turismo nell’ambito del quale vogliamo una presenza costante che possa combattere il fenomeno.”