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CINEMA: NELLA CORNICE DEI CASTELLI ROMANI, “IL CASO SALICE” RICEVE UNA MENZIONE SPECIALE AL CROFFI

23intreconmenzioneCarlo Giuseppe Trematerra, Gloria Tozzi e Antonio Scardigno con la Menzione d'Onore del CROFFI

In concorso ai David di Donatello, in finale al Premio Shinema, e oggi gratificato con una Menzione d’Onore al CROFFI - Castelli Romani Film Festival Internazionale. Sono risultati significativi per il film indipendente “Il Caso Salice”, scritto, sceneggiato e interpretato da Antonio Scardigno, con la regia di Carlo Giuseppe Trematerra che interpreta anche un ruolo importante. 

Il gran finale del Festival CROFFI si è tenuto presso Palazzo Chigi ad Ariccia - perla dei Castelli, ricca di storia e tradizione - ed ha registrato una vasta partecipazione di personaggi del cinema e di ospiti di spicco. Un gran successo, questo Festival, firmato Marco Di Stefano e Antonio Flamini, un festival che promuove anche il turismo di questa zona bellissima a due passi da Roma.

Dopo l’evento, abbiamo raccolto i commenti degli artefici de “Il Caso Salice”, e li riportiamo qui di seguito, anche per capire come nasce un film indipendente.

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Da sinistra: Carlo Giuseppe Trematerra e Antonio Scardigno al Pnhotocall del Festival

Carlo Giuseppe Trematerra (Regista e Attore): “Felicissimo di aver partecipato all CROFFI Castelli Romani Film Festival Internazionale, E soprattutto che il film abbia ricevuto una menzione speciale. Quando siamo stati colpiti dalla pandemia non immaginavamo tutto questo, anzi pensavamo che per Il Caso Salice sarebbe finita in partenza, ma dopo un anno il film ha iniziato a vedere tante luci e questo mi commuove perché nella nostra umiltà e semplicità siamo riusciti a cogliere l’attenzione del pubblico e della giuria. Viva il cinema!”

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Da sinistra: Antonio Scardigno e Carlo Giuseppe Trematerra in una scena del film

Antonio Scardigno (Produttore, Sceneggiatore, Protagonista): “Quando scrissi la sceneggiatura del film “il caso Salice”, non avevo idea di cosa sarebbe successo in seguito. Era l’estate del 2015 quando mi venne l’ispirazione di scrivere una trama che riguardasse un virus, modificato in laboratorio da uno scienziato di nome Carlo Salice. Se prima questo virus, denominato SHO, colpiva l’intera agricoltura, ora tale modifica permette al virus di attaccare direttamente l’uomo, altamente letale per l’intera umanità perché si propaga nell’aria. Tutto questo voluto da una organizzazione criminale cinese. Mai avrei immaginato che questo frutto della mia fantasia, dopo cinque anni, si sarebbe tramutato in una terrificante realtà, e che proprio il mondo intero sarebbe stato colpito dall’epidemia del Covid. Scritta la trama, ebbi la fortuna di conoscere il regista (e anche attore) Carlo Giuseppe Trematerra. La trama gli piacque subito, perché avvincente, originale, ricca di azioni e colpi di scena. Decidemmo assieme di intraprendere questa avventura, questo viaggio in pellicola, perché entrambi amiamo tantissimo il cinema. Questa passione ci ha portato ad unire le nostre forze. Pochi mezzi tecnici a disposizione, un budget quasi zero se non per pagarci la benzina per le trasferte in altri comuni della Campania, e un panino durante la pausa nelle riprese. Durante questo cammino, abbiamo incontrato enormi difficoltà nel reperire gli attori che ci dessero la loro disponibilità; ancor più complicato trovare le location adatte alle scene. Tutto questo ci ha portato ad avere tempi lunghissimi nella realizzazione del progetto. Nessuna équipe di tecnici al seguito, solo un operatore e con Trematerra che oltre alla regia, ha curato la parte tecnica ed organizzativa. Un grosso aiuto ci venne da un musicista di Milano: Alex Lisi, che musicò le scene e compose la colonna sonora. Senza la caparbietà che ci contraddistingue, ci saremmo fermati dinanzi a queste difficoltà. La prima soddisfazione fu quando ricevemmo il nulla osta dal Ministero dei Beni Culturali (oggi MIC, Ministro della Cultura, n.d.r.).

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"Il Caso Salice" apre il CROFFI - Castelli Romani Film Festival Internazionale, nella sala Politeama di Frascati. Da sinistra Antonio Scardigno e Carlo Giuseppe Trematerra.

"Il film era pronto per essere proiettato nei cinema. Purtroppo, proprio in quei giorni, ci trovammo in piena pandemia. Il destino pareva accanirsi contro di noi. Per un film, oltre alla produzione (come cinema indipendente l’abbiamo gestita noi) si sa che occorre una buona distribuzione, altrimenti il prodotto resta chiuso in un cassetto. Trematerra non si è fermato. Ha iniziato a contattare piattaforme televisive. Amazon Prime ha voluto il film per gli USA, l’Inghilterra, la Germania e l’Austria, mentre per l’Italia solamente Shinema Club ha creduto nel nostro prodotto. Un’altra soddisfazione, ben più grande, fu quando “Il caso Salice” fu inserito nella lista dei film partecipanti al David di Donatello 2021. Per noi, poter essere accanto ai grossi nomi del cinema, fu già un bel traguardo. Addirittura ricevemmo 7 menzioni. Il film era rimasto nelle nostre case, lo vedevamo io e Trematerra. Neppure gli attori che ne avevano preso parte lo avevano visto. In particolare, l’attore Biagio Gragnaniello che interpretava lo scienziato Salice, non potrà mai più vederlo perché ci ha lasciato un anno fa circa. Poi, quest’ultima grande svolta: la partecipazione al V° Festival del Cinema Internazionale dei Castelli Romani. “il caso Salice” ha fatto da apertura al festival. Finalmente, io e Trematerra abbiamo potuto vedere il nostro film sul grande schermo. Abbiamo vissuto una interminabile emozione, seduti nelle nostre poltrone, nel buio della sala del cinema Politeama di Frascati. Il cuore batteva forte. Persino il film, visto in tv a casa nostra, ora ci appariva diverso; alcune scene pareva le stessimo vedendo per la prima volta. La soddisfazione, al termine della proiezione, è stata quando il direttore artistico della manifestazione, Antonio Flamini, ci ha chiamato sul palco per intervistarci. Ci sembrava un sogno. Questa cosa l’avevo sempre immaginata, ed essere realmente lì non mi sembrava vero. Due giorni indimenticabili, per me e Trematerra, vissuti tra Roma e Frascati, a commentare questa esperienza nell’hotel che ci ha ospitati. 7casosaliceposter

Ritornati a casa, felici e soddisfatti, non ci aspettavamo una notizia che arrivò la sera del 31: il nostro film aveva ricevuto una Menzione Speciale. La gioia fu enorme. Un traguardo che non avremmo mai immaginato. Vogliamo ringraziare Marco Di Stefano, presidente dell’associazione Punto e Virgola, che ci ha consentito di partecipare al Festival del Cinema Internazionale dei Castelli Romani 2021. Il direttore artistico Antonio Flamini per la meticolosa intervista fattaci al termine della proiezione del film. Elettra Ferraù, direttrice generale dell’Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, che ha inserito sia me che Trematerra nel CHI E’ DEL CINEMA dell’edizione del 2022, e per i tanti servizi stampa grazie ai quali stiamo avendo una notevole visibilità e conoscenza. Grazie di cuore. Infine, un grazie particolare a Gloria Tozzi, giornalista e nostra referente al festival, la quale ha fatto da portavoce quando ha ritirato la pergamena della menzione speciale del nostro film. Non solo, Gloria Tozzi ci ha anche supportato durante il nostro soggiorno a Roma. Grazie infinite. La nostra speranza è che tutto questo possa essere un punto di partenza, per permettere a me e a Trematerra di continuare con altri miei progetti, già pronti, e che una produzione e distribuzione li possano prendere in considerazione e realizzarli”.