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Il nuovo Trieste Convention&Visitors Bureau


Un progetto che parte da lontano e guarda lontano

La pandemia ha interrotto un trend di crescita per il turismo in Friuli Venezia Giulia che nel 2019, per la prima volta, aveva portato oltre 9 milioni di presenze turistiche sul territorio regionale. 

Con il cosiddetto “new normal” emergono nuove sensibilità come il timore generalizzato per gli ambienti troppo affollati, l’attenzione alla sicurezza e all’igiene, una crescente sensibilità per le tematiche ambientali, più digitalizzazione e un fondo di incertezza che accompagna un desiderio latente di recuperare il “tempo perduto”.  Questi nuovi trend portano alla ricerca di nuovi contesti, come le destinazioni meno antropizzate, e modalità di scoperta attente al fattore natura, benessere, spazi aperti e sicurezza, da investigare sulle piattaforme online.

In questo contesto mutevole si inserisce il Trieste Convention&Vistiors Bureau che porta la città a diventare il motore di sviluppo territoriale ed economico nell’ambito del settore congressuale e turistico. Un progetto che parte da Trieste ma che coinvolgerà tutto il territorio regionale.

Grazie all’unione di intenti tra Regione Friuli Venezia Giulia con PromoTurismoFVG, il Comune di Trieste, il Tavolo dell’imposta di soggiorno e il coinvolgimento del sistema degli albergatori e degli operatori locali in forma aggregata attraverso Terziaria, nasce il primo hub congressuale a livello regionale con un nuovo centro congressi di dimensioni e livello internazionali situato nel cuore del Porto Vecchio, una tra le più interessanti aree di recupero industriale in tutta Europa. Il nuovo centro congressi rappresenta il più grande auditorium del Nord Est d’Italia con 1.856 posti, 5 ulteriori sale (sale da 420 a 56 posti) per una capienza complessiva di 2.770 posti, un’area espositiva di 5mila mq, un grande foyer con bar caffetteria, cucine e un’ampia terrazza vista mare. Il nuovo Centro Congressuale va a completare un’ampia gamma di sedi disponibili a Trieste: la Stazione Marittima, numerose sale alberghiere, istituzionali e dimore storiche esistenti nel territorio circostante. 

Il Centro Congressuale, che si sviluppa nei Magazzini 27 e 28, è la risposta alla richiesta sempre crescente di una sede che possa ospitare a Trieste eventi sostenibili ed innovativi, con un elevato numero di partecipanti e per diverse tipologie di appuntamenti, dai congressi nazionali e internazionali ai meeting corporate, i summit, le fiere e le esposizioni, fino a concerti ed eventi sociali.


TURISMO LEISURE

All’offerta per il turismo d’affari, si affianca parallelamente il cosiddetto turismo leisure in linea con le nuove esigenze di mercato e la creazione di nuovi prodotti turistici orientati all’aria aperta, vacanza slow, cultura, valorizzazione delle eccellenze locali (artigianato, enogastronomia, storia, scienza, letteratura).

Anche sul fronte alberghiero si registrano interessanti novità: il rinnovamento dell’Hotel Duchi d’Aosta con il passaggio alla categoria 5 stelle, l’apertura di nuovi 4 stelle in centro: Modernist, Double Tree Hilton, Solum, You.me, oltre ai numerosi altri hotel di elevata qualità. Un aspetto da non sottovalutare se si considera il grande appeal registrato negli ultimi tempi da Trieste - ma anche da tutta la regione - in termini di turismo legato al wedding. 

WEDDING, CON SEMPRE MAGGIORE ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITA’

Ai due macrocontenitori del congressuale e del turismo leisure si integrano da un lato lo sviluppo di servizi per accogliere matrimoni nazionali e internazionali e dall’altro un progetto dedicato alla sostenibilità e avviato a livello regionale da PromoTurismoFVG che consentirà di offrire vacanze, congressi, matrimoni con minor impatto sull’ambiente e la valorizzazione delle realtà locali.

Dall’analisi del mercato si stima che nel 2019 circa un centinaio di coppie straniere abbia deciso di celebrare il proprio matrimonio in Friuli Venezia Giulia: tali eventi hanno generato poco più di 6mila arrivi e 15 mila presenze sul territorio per un fatturato di circa 5,5 milioni di euro, con una spesa media per evento è pari a circa 62.200 euro, nel 2018 circa 57 mila in Italia.

Il Regno Unito rappresenta il primo mercato di provenienza delle coppie straniere che hanno scelto l’area triestina per la celebrazione delle proprie nozze (in particolare si sono concentrate prevalentemente tra Trieste e Duino-Aurisina) e per il futuro si stima che la città diventerà una potenziale wedding destination appetibile per i mercati internazionali. L’Austria consoliderà il suo interesse verso il territorio mentre si registreranno aumenti più rilevanti dai Paesi dell’alto Adriatico, in primis Croazia e Slovenia.

Tra gli obiettivi del CVB rientrano la pianificazione e la promozione dell’offerta attraverso prodotti turistici specifici grazie all’operatività di un team dedicato nella sede del Magazzino 26 che, a fronte di un piano marketing pluriennale, ha attivato la ricerca di candidature, con la conferma dei primi congressi nell’autunno 2021, e la collaborazione con il Convention Bureau Italia per la promozione internazionale, ha avviato l’aggiornamento della mappatura dell’offerta.

Secondo la sesta edizione dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, monitoraggio di Federcongressi&eventi realizzato da ASERI-Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel 2019 in Italia sono stati complessivamente realizzati 431.127 eventi con un minimo di 10 partecipanti ciascuno e della durata minima di 4 ore (+2,3% rispetto al 2018), per un totale di 29.101.815 partecipanti (+2,5%) – mediamente 67,5 persone per evento (in leggero aumento rispetto alle 67,3 del 2018) – e 43.398.947 presenze (+2,6%).

Con la ripartenza dei congressi e del turismo si aprono nuove opportunità di business per destinazioni come Trieste e il Friuli Venezia Giulia, che offrono prodotti innovativi e qualificati e da ora grazie, al nuovo Trieste Convention & Visitors Bureau, anche un supporto organizzativo a disposizione del sistema.