L’ospitalità metafisica
Un nuovo modello di business alberghiero
di Mirko Ferramola
Il concetto del “non luogo” teorizzato dall’illustre antropologo Marc Augé è quanto mai presente nella vita di tutti noi. Quello spazio “neutrale” tipico del mondo moderno, in cui le persone transitano quotidianamente (come un aeroporto, una stazione, centri commerciali e tanti altri ancora), senza instaurare una relazione sociale creando un’interazione vera tra loro. Sono luoghi di per sé anonimi, spesso standardizzati e quindi riconoscibili in tutto il mondo, privi di personalizzazione, in cui le persone passano in solitudine e in totale anonimato. L’unico denominatore comune è il fatto che essendo luoghi simili ovunque, si rivelano familiari a coloro che vi transitano. E tra questi luoghi vi sono anche le attività ricettive; primi fra tutti gli alberghi anche buoni, ma che fanno parte di catene che li rendono standard, ristoranti franchising, fast food ecc. Cosa dunque occorre cambiare, o anzi, stravolgere, per ritornare verso un’ospitalità più autentica, ricercata, fatta di valori umani, a cominciare da quello di dare importanza all’ospite ponendolo al centro di tutto, facendogli vivere una vera esperienza?
Bisogna principalmente elevare la teoria del “non luogo” verso una dimensione meno fisica e geometrica a una più emotiva e ad alto valore esperienziale: da questa premessa nasce il concetto di “ospitalità metafisica”
L’hotel si trasforma; non è soltanto quel luogo fisico, dove si transita più o meno velocemente senza alcun interscambio tra ospiti, col territorio e l’ambiente circostante. Un albergo è fatto prima di ogni altra cosa di persone, ed è da questa premessa che l’ospitalità deve trovare la sua trasformazione, o forse un ritorno a qualcosa che prima era soltanto accennato, che poi è andato perduto nella vita frenetica dei tempi moderni. Oggi un albergo ad alto valore esperienziale deve piuttosto essere uno “spazio metafisico”; non soltanto uno luogo ben definito delimitato dalle sue mura, che può essere quello di una camera, di una hall o di una sala, bensì diventa una dimensione trasversale molto più ampia che fa da contenitore di quello stesso spazio fisico, in quanto esso è molto più esteso poiché va oltre i confini geometrici dell’edificio. Questo luogo metafisico si deve estendere per tutto il territorio su cui sorge la struttura, bisogna percepirlo non appena si arriva a destinazione, diventando parte integrante dell’esperienza interiore del viaggiatore, il quale lo vive e lo sente in prima persona. Per arrivare a tale obiettivo occorre riorganizzare gli spazi, non limitandosi solamente alla progettazione di aree adibite alla sola accoglienza come camere e zone comuni; è necessario predisporre zone di interazione umana, quali possono essere una biblioteca, un percorso artistico dove esporre opere di artisti che, al contempo, possono diventare partner stessi dell’azienda, creare esperienze gastronomiche dove far conoscere agli ospiti i prodotti del territorio, eventi all’interno dell’hotel, visite culturali. Ecco come un hotel, da semplice “scatola” usata per un semplice pernottamento, diventa qualcosa di più importante, capace di suscitare un’emozione in più all’ospite, donandogli un’esperienza vera, seppur anche breve, che diventerà poi un felice ricordo che lo incentiverà a tornare e che egli stesso racconterà ad altri, creando così curiosità e passaparola. Chiaramente ogni struttura ricettiva va adattata al contesto in cui si trova; un luogo ameno come può essere un Borgo medievale, o i meravigliosi paesaggi toscani o località di montagna, sicuramente aiutano a ricreare quell’atmosfera avvolgente e fuori dal tempo ma, anche nei contesti urbani, è possibile dar vita a questa trasformazione.
Basta creare all’interno questi spazi tematici e di straniamento, dando percezione all’ospite che si trova da un’altra parte e non in quella città fisica, e al contempo, aprire l’Hotel al mondo esterno; in che modo? Offrire i propri servizi anche ai clienti esterni, come il bar o il bistrot, creare eventi aperti al pubblico esterno come una mostra, un incontro con l’autore di un libro, un evento di moda.
Tutto ciò trasformerà quello stesso hotel adibito a semplice luogo dove trascorrere una notte, non soltanto a un vero e proprio punto di intercambio sociale, ma anche commerciale ed economico.