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Nel cuore della Tuscia viterbese alla scoperta di Ferento

25aperturaFerento

di Claudio Manari

Meta della nostra visita sono gli scavi archeologici della antica città di Ferento (in latino:  Ferentium). Gli scavi sono situati a soli 6 chilometri da Viterbo (del cui comune fanno parte), sulla strada Teverina verso la valle del Tevere.

Tengo a precisare che la prima sorpresa che lo scrivente ha avuto è che finalmente la zona archeologica è aperta.

Dopo anni di chiusura, di visite effettuate guardando gli imponenti scavi solo dall’esterno, senza alcuna indicazione di eventuali orari di apertura e varchi nella rete perimetrale che permettevano l’accesso in modo non certo legale, ora l’area è visitabile, grazie alla Associazione archeologica per lo sviluppo culturale della Tuscia ARCHEOTUSCIA. 16anfiteatroFerento

E’ stato un piacere enorme incontrare la gentilissima Signora Annalisa Scarponi, del Consiglio direttivo dell’associazione, tutta formata da volontari, che mi ha accompagnato durante la visita illustrandomi le vestigia e raccontandomi la storia del sito. Parimenti, telefonicamente ho avuto modo di parlare con la Dott.ssa Simonetta Pacini, responsabile del sito, con la quale ho scambiato alcune parole con la promessa di incontrarci per una serie di visite agli altri interessantissimi siti della zona.

Un’altra meravigliosa accoglienza, che va menzionata è stata quella della colonia felina di ben 15 esemplari, che affettuosamente si mettono a disposizione dei visitatori miagolando di gioia. I micini hanno nomi adatti al luogo in quanto si chiamano Tito, Vespasiano, Domitilla e a seguire tutti imperatori e imperatrici romane. L’amore che nutro per i gatti ha elevato ancor più il valore della visita, tanto più vedendo con quale cura essi sono accuditi dai volontari dell’associazione.

14EdificioFerentoPassando dunque alla storia ricordiamo che Ferento sorge sull'altura di Pianicara, dove molto probabilmente, si insediarono gli sfollati della vicina città etrusca Acquarossa, distrutta intorno al 500 a.C. durante le guerre di espansione di Tarquinia

Nel "Liber coloniarum" e in un passo dei "Gromatici veteres" risalente al 123 a.C. si trova la prima menzione della città di Ferento, in riferimento all'assegnazione di una colonia o forse alla spartizione di alcuni terreni demaniali. 

Dopo la guerra sociale (91-88 a.C.) intorno al I secolo, Ferento risulta essere stata municipium

Dagli scavi effettuati, è risultato che in età repubblicana, Ferento era sviluppata lungo il decumano massimo della via Ferentiensis, con una disposizione a rettangoli dell'agglomerato urbano, da est verso ovest. 

Nella prima età imperiale, Ferento raggiunse il suo massimo splendore: infatti risale a questo periodo la costruzione dei più importanti edifici pubblici, come il teatro, il foro, (che però non è stato ancora individuato) le terme, una fontana contornata da numerose statue e l'augusteo. Nel I secolo d.C., risulta essere stato costruito l'anfiteatro, posizionato nella zona nord-orientale rispetto all'abitato. 

Lo splendore di Ferento proseguì anche nel secolo successivo e fu definita "civitas splendidissima", come è scritto in una epigrafe di marmo rinvenuta nei pressi della città. 12colonne Ferento

Tra gli abitanti di Ferento, spiccano alcuni nomi illustri, come Salvio Otone, imperatore di Roma per pochi mesi nel 69 d.C., e Flavia Domitilla Maggiore figlia di Flavio Liberale e moglie dell'imperatore  Vespasiano, dalla cui unione, nacquero Flavia Domitilla Minore e gli imperatori Tito e Domiziano

Dal III secolo d.C. le notizie su Ferento, si fanno più nebulose. Dal "Liber pontificalis", si evince che in quel periodo in città si praticava il culto per sant'Eutizio morto nei pressi di Soriano nel Cimino durante le persecuzioni messe in atto dall'imperatore Aureliano nel 269

La città viene citata nel IV secolo all'epoca dell'imperatore Costantino e altre menzioni sono sotto i papi  Silvestro (314-355) e Damaso (366-384), nei "Tituli constituiti".

Ferento fu un ricco municipio romano dove le attività principali erano il commercio, l'agricoltura, l'allevamento, nonché l'estrazione e lavorazione di tufo e peperino. Importante era la lavorazione e la commercializzazione del ferro che era facile da reperire in grandi quantità e soprattutto in superficie, su gran parte del territorio circostante. 

Per questi motivi Ferento divenne una città molto ricca, abitata da artigiani e commercianti che controllavano i traffici delle merci che si spostavano dalla costa del Tirreno all'entroterra e viceversa. 

Visti i comfort ed i servizi che la città offriva, erano molte le famiglie romane che la sceglievano per trascorrere i propri periodi di vacanza, aumentando così l'importanza e la fama della città. 

13tombamattoniFerentoIl "re archeologo" Gustavo VI Adolfo di Svezia per diversi anni lavorò per riportare alla luce i resti della città, sia di età romana che medioevale: tra questi merita una menzione particolare il teatro romano, ancora oggi sede di spettacoli estivi. Oggi gli scavi sono affidati alle campagne promosse dall'Università della Tuscia

I reperti più significativi sono esposti nel Museo nazionale etrusco Rocca Albornoz, presso Rocca Albornoz, in particolare, alcune statue in marmo raffiguranti i personaggi della tragedia e della commedia greco-romana che presumibilmente erano posizionate nel frontescena del teatro. Inoltre è presente una piccola ricostruzione in legno del teatro ferentano. 

A pochi chilometri da Ferento, il sito di "Acquarossa" sviluppatosi tra l'VIII ed il VI secolo a.C. è stato oggetto di importanti ritrovamenti archeologici fatti tra il 1956 ed il 1978 dall'Istituto Svedese di Roma

Il monumento più bello, il teatro è molto ben conservato , sia per quanto riguarda la cavea, che per quanto rigurada la scena.

Si può inoltre ronoscere un complesso termale adornato da bei mosaici , resti ddomus, monumenti funerari, il lastricato della stra romana, il tutto in un paesaggio meraviglioso e vederggiante.

Ho in programma un’altra visita con il meastro internazionale Ciro Cellurale, che come ormai noto ai lettori è testimonial di arte e bellezza e da tempo mi accompagna nelle visite. Per motivi di lavoro non è potuto essere presente, ma già sta realizzando un dipinto del teatro romano che consegnerà all’Associazione quale plauso per il lavoro svolto. Il maestro era stato a Ferento lo scorso anno e proprio in quella occasione lamentò la chiusura del sito e ora che la possibilità di visita è certa si è detto entusiasta per una ulteriore promozione del sito mediante la sua arte.

Una visita dunque piacevolissima e ribadisco, estremamente soddisfacente per tutto il contesto. Un grazie di cuore all’Associazione ARCHEOTUSCIA per il suo nobile e splendido lavoro.