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SEYCHELLES: PER VIVERE UNA FAVOLA NELL’OCEANO INDIANO

Viaggio tra le spiagge più belle del mondo, circondati da coralli, tartarughe marine e piante esotiche. Imperdibili tappe per lasciarsi sedurre dalla bellezza della natura incontaminata

PalmaAleSoffice sabbia bianca e un mare cristallino. Se il paradiso terrestre esistesse davvero si troverebbe senza dubbio alle Seychelles, un arcipelago di 115 isole nel cuore dell’Oceano Indiano. Un luogo esclusivo dove la natura regna sovrana tra spiagge incorniciate da massi di granito rosa e coralli dai mille colori. Queste isole sono la meta ideale per chi è in cerca di relax, ma anche per chi sogna invece un soggiorno all’insegna dell’avventura e dello sport. La bellezza del paesaggio e la rarità delle specie protette fanno di questa ambita meta turistica uno dei luoghi più unici al mondo in cui dimenticare il presente e vivere la propria favola.

Da circa metà marzo, quando la maggioranza della popolazione sarà vaccinata, le Seychelles si apriranno a tutti i turisti, vaccinati o meno e i visitatori di qualsiasi parte del mondo avranno bisogno solo di un PCR negativo ottenuto meno di 72 ore prima del viaggio per poter visitare questo luogo incantato.Per chi è quindi alla ricerca di un’isola abitata da piante e animali mai visti prima, dove il tempo sembra non scorrere mai, le Seychelles è il luogo perfetto in cui pensare di programmare il prossimo viaggio. Un must imperdibile non solo per gli amanti della natura, ma anche per tutti coloro che desiderano scoprire nuovi sapori e provare esperienze uniche come lo snorkeling fra tartarughe e coralli. Ecco le tappe fondamentali da inserire nella “bucket list” di chi non vede l’ora di farsi trasportare dalle onde del mare in questa terra lontana e ricca di misteri.

Isola Mahé

Qui si trova Victoria, la capitale dello Stato delle Seychelles: una delle città più vive e sorprendenti, dove immergersi totalmente nella cultura dei seychellesi. Imperdibile il “Sir Selwyn Selwyn Clarke Market”, uno dei luoghi più animati e caratteristici della capitale, ideale per comprare souvenirs originali nelle boutiques di artigianato e rifornirsi di frutta, verdure, pesce fresco e spezie. Tutti ingredienti tipici di piatti della tradizione che vale la pena gustare a “La Plaine St. Andre”, un eccellente ristorante situato all’interno di un’ex casa coloniale ristrutturata, risalente al 1792. Qui gli ospiti, oltre a scoprire le rivisitazioni contemporanee della tradizionale cucina popolare creola, possono concedersi un assaggio di rum, visitando la vicina distilleria “Trois Freres”. Nell’isola di Mahé, si trova anche il giardino “Du Roi Spice Garden” dove crescono spezie di ogni tipo (vaniglia, citronella, cannella, pepe) e piante endemiche medicinali. L’atmosfera di questo giardino, dove si trova anche un’antica casa padronale e un museo, riporta i visitatori al XVIII secolo quando il commercio di spezie era un caposaldo dell’economia dei paesi colonizzatori. Degna di nota, infine, l’isola di St. Anne, situata a soli 20 minuti di barca da Mahé: qui nel 1770 sorse il primo insediamento delle Seychelles, poi col tempo si trasformò in un porto per baleniere e in una base militare durante la seconda guerra mondiale. A St. Anne si trova il Parco Marino Nazionale che ha una delle più vaste aree coralline, popolata dalle tartarughe marine e dai delfini.

Isola Praslin

L’isola è conosciuta per la sua famosa Vallée de Maidichiarata patrimonio mondiale dell’UNESCO: i primi esploratori una volta raggiunta la costa credettero di aver trovato il Giardino dell’Eden. La Vallée, dove crescono sei specie di palme endemiche e numerosi alberi esotici, è l’ultima dimora dell’unico e raro pappagallino nero, specie in pericolo d’estinzione. Gioiello raro e unico è poi la foresta di ammaliante bellezza che conta 6000 palme di Coco-de-mer: un tempo si credeva fosse il famoso frutto proibito di cui si nutrì Eva, dal momento che questo grande seme cresce solo in queste isole. A Praslin si trova poi Anse Lazio, una delle dieci spiagge più belle al mondo, incorniciata da massi di granito rosa e un mare cristallino. Altra meta imperdibile è St. Pierre, una delle isolette che costellano la baia della Côte d'Or a Praslin, riconoscibile per il profilo granitico, punteggiato di eleganti palme. Negli anni è diventata il tratto distintivo delle Seychelles, apparendo in numerose campagne pubblicitarie. St. Pierre è il luogo ideale per il nuoto, lo snorkeling e per chiunque voglia godersi dei tramonti spettacolari.

Poco distante da Praslin si trova anche Cousin Island, un magnifico esempio di sito eco-turistico ed una delle prime isole granitiche al mondo ad essere dichiarata interamente riserva naturale. Mentre sul versante nord ovest di Praslin si trova invece Curieuse Island, un’altra riserva naturale conosciuta un tempo col nome di “Ile Rouge” per via della sua terra rossa. L’isola fu probabilmente ribattezzata così in onore dell’esploratore Marion Dufresne che visitò Praslin nel 1768 sulla nave “Curieuse”. Un tempo le sue coste ospitarono una colonia di lebbrosi, mentre oggi è la sede di un allevamento di tartarughe giganti che vagano libere e luogo di nidificazione per le tartarughe marine. Curieuse è l’unica altra isola, oltre a Praslin, dove il Coco de mer cresce allo stato naturale.

Isola La Digue

Su quest’isola si trova “Anse Source d'Argent”, la spiaggia più fotografata al mondo. Ad accogliere i turisti c’è una candida sabbia morbida e una distesa di acqua azzurra, poco profonda e protetta dalla barriera corallina che rende la spiaggia ideale per i bambini. Per accedere a questo piccolo paradiso terrestre, molto amato da fotografi e registi, bisogna entrare nell’Union Estate, una proprietà dove è ancora oggi presente il forno (‘kalorifer’) per la produzione della copra e il mulino per estrarre l’olio di cocco. Si consiglia una passeggiata attorno alla maestosa dimora padronale, incorniciata da giganteschi massi di granito, e un’escursione per osservare da vicino le tartarughe giganti. Sulla proprietà si trovano anche il cimitero dei primi abitanti dell’isola e alcune coltivazioni tipiche, come quella della vaniglia.

(Foto Alessandro Masini - Copyright)