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IN UN VIDEO AUGURALE I FIORI PIU’ BELLI

1.-Fiori-di-Chamaecereus24

- GLI ORTI BOTANICI: ANGOLI DI PARADISO -

di Enrico Stella

Anche quest’anno dedico a tutti gli amici, compresi i lettori di queste News, un mio video augurale, appena pubblicato su You Tube.2.PalmeOrto-BotanicoRoma10

Tra i miei tanti interessi consolidati fin dall’infanzia, piante e fiori occupano un posto di rilievo. Da bambino, a Catania, disponevo di un grande terrazzo assolato in cui coltivavo soprattutto piante grasse e bulbose, favorite da un clima ideale. Le grasse, o “succulente,”  mi regalavano fiori spettacolari: uno, gigantesco, dal candore luminoso, sbocciava soltanto per una notte nella calda estate: era la sua unica notte d’amore ed io sacrificavo il sonno per godere di quella rara, effimera presenza. Un altro, a forma di stella a cinque punte (Stapelia variegata), di origine africana, si apriva con movimenti bruschi, a scatti, non appena veniva riscaldato dal sole: uno spettacolo da non perdere! Il cactus preferito era Chamaecereus silvestrii, nativo dell’Argentina, dai numerosi fiori d’un bel rosso scarlatto.

E in primavera era un trionfo di fioriture multicolori: iris, giacinti, fresie, narcisi, tulipani…  

Molti anni più tardi, la passione per la fotografia e l’amore per le piante mi hanno spinto a frequentare l’Orto botanico e il Roseto comunale di Roma e ad andare  in giro per mostre floreali, prati e altri ambienti naturali, a cogliere le immagini più belle. E’ nata così l’idea di presentarne una selezione nel mio video natalizio Flowers, con  brani di musica classica. Orchidee e rose vi sono ampiamente rappresentate, ma vi figurano anche passiflore, composite (cioè girasoli, dalie, margherite…), piante grasse ed esemplari dei più diversi gruppi botanici; sono 219 immagini: https://www.youtube.com/watch?v=oPh-Eq1JhYE

3.Ninfee-rosa16Trecento milioni di anni fa, le piante primordiali, come le conifere, erano prive di fiori: le cellule germinali maschili, rappresentate dal polline e prodotte da particolari strutture (coni), venivano trasportate casualmente dal vento per raggiungere i coni femminili da cui, dopo la fecondazione, si sviluppavano i semi; anche le attuali conifere si riproducono così. La comparsa dei primi fiori, dovuta ad una mutazione, risale a circa 140 milioni di anni fa e rappresentò per il mondo vegetale una vera e propria rivoluzione, destinata a condizionare, in senso positivo, la vita sulla Terra. Presto si stabilì tra piante e alcuni insetti  (impollinatori) una ferrea alleanza: i fiori producevano un nettare prelibato e gli insetti che se ne nutrivano trasportavano il polline da un fiore all’altro, favorendo la fecondazione incrociata e il conseguente sviluppo dei frutti. L’evoluzione portò i fiori a sfoggiare colori e disegni vistosi per attrarre gli impollinatori, indicando loro anche la via di accesso alle coppe del nettare. Gli occhi degli insetti non percepiscono i colori come li vediamo noi, ma distinguono bene il blu e sono sensibili all’ultravioletto, invisibile all’occhio umano. Anche i profumi costituiscono un efficiente mezzo di seduzione. Altri animali partecipano all’impollinazione crociata: per citare qualche esempio, i colibrì sudamericani, gli uccelli nettarinidi africani, alcuni pappagalli, gechi, pipistrelli, topolini e toporagni…4.orchideaOdontoglossum16

A chi ama le piante consiglio di visitare almeno il giardino botanico più vicino, e a chi viaggia ne segnalo alcuni, tra quelli europei, iniziando da casa nostra. Qui un posto di primo piano va assegnato all’Orto Botanico di Palermo, prestigiosa istituzione dell’Università degli Studi, inaugurata nel 1795 e successivamente ampliata: attualmente occupa 10 ettari. Il clima particolarmente favorevole ha permesso l’acclimatazione all’aperto di piante sudafricane, australiane e sudamericane. Quando mi ci trovai in visita, nel 1963, fui affascinato dalla grande vasca in cui crescevano bellissime ninfee tropicali, tra le quali la magnifica Victoria regia o amazonica, le cui foglie, nelle acque di origine (Rio delle Amazzoni) raggiungono i tre metri di diametro e hanno un picciolo lungo otto metri! I fiori notturni, appena sbocciati sono bianchi, ma successivamente virano al rosa; il loro diametro tocca i 40 cm. Un altro ricordo, per me indelebile, è quello del gigantesco Ficus macrophylla con una lunga serie di possenti radici aeree legnose, che, come colonne, scendono giù dai rami, fino al terreno. Notevole è la collezione di palme e di Cycas, considerate fossili viventi, dato che ebbero il maggiore sviluppo nel periodo Cretaceo, fra 145 e 65 milioni di anni fa. Le piante grasse, con i loro splendidi fiori, vi sono copiosamente rappresentate.

5.OrchideaPaphiopedilum14L’Orto Botanico di Roma dipende dall’Università “La Sapienza” ed è situato alle pendici del Gianicolo, nello storico parco di Villa Corsini. Notevoli sono gli alberi monumentali, come la Sequoia, mentre le collezioni di bambù e di palme comprendono un numero elevato di entità, e il Giardino Giapponese è organizzato secondo un modello orientale con giochi d’acqua, piccole cascate e due laghetti. La Valletta delle Felci accoglie numerose specie di questi vegetali antichi, e l’Orto dei Semplici è dedicato alle piante medicinali. La zona collinare ospita nel Bosco Mediterraneo quanto rimane della vegetazione che ricopriva il Colle del Gianicolo. Chi, come me, subisce il fascino delle orchidee può contemplarle nella Serra Monumentale. Tra le aree della Serra Tropicale, che  rappresenta la biodiversità delle foreste pluviali, ammiriamo piante palustri e acquatiche, tra cui primeggia un’altra ninfea gigantesca, Victoria cruziana dell’Argentina.

In posizione strategica, ai piedi dell’Aventino, con un’ incantevole vista  su Circo Massimo e Palatino, si trova il Roseto Comunale di Roma, con più di mille varietà di rose.  E’ aperto al pubblico soltanto in primavera; l’ingresso è gratuito.

Chi si reca in Germania non dovrebbe trascurare una visita al Giardino Botanico di Berlino (Botanischer Garten), uno dei maggiori a livello mondiale; basti dire che si estende su una superficie di ben 43 ettari e ospita 22.000 specie di piante. Fra le 16 serre, la più famosa è la tropicale (Tropenhaus), alta 25 metri, con disponibili 1.700 metri quadrati; la sua struttura in vetro e acciaio risale al 1907. Vi prospera il bambù gigante. Notevoli le collezioni di orchidee rare, piante carnivore, cactus e ninfee. Al giardino è annesso il Museo Botanico con l’Herbarium Berolinense (una vastissima collezione di piante disseccate) e la biblioteca.

La Francia va orgogliosa del Jardin des Plantes di Parigi, che è più di un orto botanico perché comprende un insieme di musei naturalistici, grandi serre per le piante esotiche, una serie di giardini specializzati e perfino un antico zoo, che ebbe origine dalla Royal Mènagerie di Versailles. Di particolare interesse è il Giardino alpino con più di 2.000 specie di piante di montagna provenienti da tutto il mondo. Altri giardini sono dedicati a peonie, rose, iris. Il Jardin des Plantes ebbe un eccezionale curatore, Georges-Louis Leclerc, conte  de Buffon, autore di una monumentale Histoire naturelle in 36 volumi (1749-1788), che ne promosse l’ampliamento e vi fece creare un grande labirinto.

A soli trenta minuti dal centro di Londra si trovano i Royal Botanic Gardens di Kew, che nel 1840 furono riconosciuti come Orto botanico nazionale e oggi figurano nella lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità, con 30.000 specie di piante. Si tratta di un’attrazione fuori dal comune, che alimenta un continuo flusso turistico. Tra le grandi serre, la “Princess of Wales Conservatory” fu inaugurata nel 1987 dalla principessa Diana ed è dotata di un complesso sistema di controllo computerizzato per mantenere la stabilità di otto diversi micro-climi. Al ricchissimo erbario di importanza mondiale è annessa una delle maggiori banche dei semi per la salvaguardia della biodiversità vegetale.

Spostandoci in Olanda, vicino alla città di Lisse, a circa 35 chilometri da Amsterdam, troviamo il famoso Keukenhof, il più grande parco di fiori da bulbo: sette milioni di piante distribuite su una superficie di 32 ettari. Vi predominano i tulipani (oltre quattro milioni) in immense, meravigliose distese di colori; qui non si può non pensare al famoso “Campo di tulipani” di Van Gogh, del 1883. E poi crochi, giacinti, narcisi, gigli, amarillidi, orchidee, rose, garofani…Né mancano gli alberi: 2500 di 87 diverse specie. Peccato che il parco sia aperto soltanto per un paio di mesi, da inizio primavera fino a metà maggio, nel periodo delle fioriture più vistose.

Visitiamo i giardini botanici: anche il più piccolo è un delizioso angolo di paradiso!

FotoEnrico Stella)

1. Fiori di Chamaecereus, aperti soltanto di giorno

2. Palme all’ingresso dell’Orto Botanico di Roma

3. Ninfee rosa nello stesso giardino botanico

4. La delicata grazia dell’orchidea Odontoglossum

5. Orchidea Paphiopedilum, o “Scarpetta di Venere”