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RICORDO DI KATYNA RANIERI

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- DA SANREMO AI PIU’ ESCLUSIVI PALCOSCENICI DEL MONDO - IL FELICE SODALIZIO ARTISTICO CON RIZ ORTOLANI -

di Enrico Stella

Il 2 settembre ricorre il primo anniversario della scomparsa di Katyna Ranieri. Ricordare questa meravigliosa cantante e attrice mi riporta con struggente nostalgia agli anni cinquanta quando, studente universitario, cominciavo a seguire con interesse il mondo della canzone italiana. Tra i protagonisti di quel periodo Katyna era la mia prediletta, seguita da Achille Togliani, Carla Boni, Jula De Palma, il Quartetto Cetra

Allora non esisteva il sovraffollamento di oggi ed era più facile orientarsi tra un numero limitato di artisti. Basti dire che al Festival di Sanremo ogni cantante poteva interpretare più di un brano: infatti nel 1953, anno del suo debutto in RAI, Katyna ne presentò addirittura quattro e portò in finale “No Pierrot”, in coppia con Togliani. Un altro brano che avrebbe meritato un riconoscimento migliore fu “Acque amare” del maestro Carlo Alberto Rossi, ottimizzato dall’orchestrazione di Armando Trovajoli.

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Il successo e la popolarità non tardarono ad arrivare quando, l’anno successivo, Katyna si aggiudicò a Sanremo il secondo posto con l’eccellente interpretazione di “Canzone da due soldi”, rivelando una particolare vocalità, forte capacità interpretativa ed evidente teatralità: un giovane talento che anticipò un’innovazione di stile più libero, non convenzionale, della canzone tradizionale italiana.

La Ranieri era legata alla Fonit Cetra che, in seguito alla vittoria del festival, le consentì di sottoscrivere un prestigioso contratto con la RCA italiana. Fu allora che essa dimostrò di possedere un’altra dote preziosa, la creatività, proponendo alla casa discografica il suo primo album con un repertorio internazionale cantato in quattro lingue: “La ragazza di Piazza di Spagna”, pubblicato in tutto il mondo e vincitore del disco d’oro in Brasile. Così nel 1956 le vennero proposti i primi contratti all’estero, in Messico e a Cuba, che la resero popolare in tutta l’America Latina, con tournée in Brasile, Venezuela, Portorico. Nello stesso anno, a Città del Messico, questa bella, affascinante signora della canzone sposò in seconde nozze il maestro compositore Riz Ortolani, quasi coetaneo; tra i coniugi si stabilì subito un felice sodalizio artistico che sarebbe durato tutta la vita. 

Invitata al nuovo Ciro’s di Hollywood (dove si erano esibite le maggiori celebrità americane, come Humphrey Bogart, Frank Sinatra, Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Ava Gardner, Cary Grant, e tante altre star) ideò uno “Special One Woman Show” che inaugurò la sua brillante carriera statunitense. 

Abilissima nel passare dal genere melodico a quello jazzistico, con la sua voce duttile e sensuale, capace di straordinarie estensioni, Katyna Ranieri conquistò le platee di New York, Los Angeles, San Francisco, Chicago, Miami, grazie anche alle sue capacità comunicative con il pubblico. Al Cork Club di Houston le consegnarono le chiavi della città, nominandola cittadina onoraria. I più prestigiosi show televisivi americani, come il famoso talk-show di Johnny Carson, la vollero ripetutamente ospite.

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Nel 1964, esattamente dieci anni dopo la sua vittoria a Sanremo, Katyna fu la prima ed unica artista italiana, nella storia degli Academy Awards, invitata ad esibirsi alla cerimonia degli Oscar, all’Auditorium di Santa Monica (Hollywood), per interpretare la canzone “More” che Riz aveva inserito nella colonna sonora del film “Mondo cane” di Jacopetti, Prosperi e Cavara. La canzone, nota in Italia anche con il titolo “Ti guarderò nel cuore”, valse all’autore la prima Nomination all’Oscar per un musicista italiano e ottenne il premio Grammy.

Ricordo che Riz Ortolani, vincitore di cinque David di Donatello, scrisse oltre duecento indimenticabili colonne sonore ed è giustamente apprezzato come uno dei massimi compositori di musiche da film dell’intero panorama cinematografico mondiale. More riscosse uno straordinario successo internazionale e venne incisa in più di trecento versioni; tra i più noti artisti che l’hanno interpretata: Nat King Col, Frank Sinatra, Andrea Bocelli.

Ancora nel ’64, la Ranieri accettò l’invito della MGM a partecipare al film “Una Rolls Royce gialla”, interpretando “Forget Domani”, un altro brano del marito, premiato col Golden Globe. 

Tra i brani composti da Ortolani e affidati alla soave voce di Katina, la mia preferenza va a “Oh My Love”, tema del tanto discusso film “Addio Zio Tom” (1971) di Jacopetti e Prosperi. La pellicola fu al centro di polemiche e contestazioni, con l’accusa di razzismo, per le scene spregiudicate con cui era rappresentata la schiavitù nell’America dell’Ottocento, tanto che fu sequestrata in alcune città italiane, mentre in una successiva riedizione varie sequenze furono eliminate. Il mio favore per la bellissima Oh My Love trova un significativo riscontro nella classifica dei brani più scaricati da Internet e richiesti su iTunes: anche i giovanissimi sono oggi affascinati da questo gioiellino di quasi 40 anni fa.

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Tra le tante altre interpretazioni più note di Katyna ricordo alcuni brani di Ortolani che fanno parte della stupenda colonna sonora del film di Zeffirelli “Fratello Sole Sorella Luna”. 

Invitata dall’attore Robert Redford, la Ranieri partecipò assieme a Riz e al giornalista Mino D’Amato, ad uno dei concerti della Motion Picture Academy dello stesso Redford.

Giunta all’apice del successo della propria carriera negli Stati Uniti, la cantante si rifiutò di rimanervi impegnata per lunghi periodi, anche perché era nata Rizia, la sua bambina. 

Così decise di esibirsi, in assoluta libertà, nei concerti diretti dal marito con grandi orchestre sinfoniche in Italia e all’estero: Austria, Germania, Inghilterra, Giappone, Corea; il suo repertorio era ricchissimo e richiesto ovunque. 

Pochi sanno che la creativa e poliedrica Katyna, oltre a realizzare progetti musicali particolari, come il suo “Kurt Weill from America” con debutto al Festival dei due Mondi di Spoleto (1981), è stata anche autrice di testi di canzoni composte da Riz Ortolani, celata dietro vari pseudonimi. 

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Un’altra delle sue felici intuizioni fu quella di proporsi a Federico Fellini per cantare i brani più famosi scritti da Nino Rota per i suoi film: Lo sceicco bianco, I vitelloni, La strada, Il bidone, Le notti di Cabiria, La dolce vita, Otto e mezzo, Giulietta degli spiriti, Amarcord, Casanova. Il grande regista ne fu entusiasta e la scrittura dei testi fu subito affidata a Dino Verde, Tonino Amurri, Iaia Fiastri e Tino Fornai, tutti eccellenti autori. Nacque così il “Concerto per Fellini” presentato nel 1984 al Petruzzelli di Bari e al Manzoni di Milano. La copertina del doppio disco della RCA fu disegnata dallo stesso Fellini, la cui attitudine per la grafica caricaturale è arcinota. Tra le varie esecuzioni, dieci anni dopo, il Concerto andò in scena al Teatro Flaiano di Roma e, nel 2002, al Teatro Regio di Torino.

Nel 2007 Katina e il marito, ancora attivissimi, costituirono la Fondazione Riz Ortolani, un’istituzione senza scopo di lucro che sostiene lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione in materia di musica per l’istruzione e la crescita di giovani talenti; inoltre, tutela, salvaguarda e valorizza l’opera di Ortolani e la qualità delle sue composizioni. Collabora anche con la Fondazione Rossini al progetto di pubblicazione delle tesi rossiniane prodotte nelle università e nei conservatori italiani e stranieri.

Riz, il grande Maestro, si è spento a Roma nel 2014, all’età di 87 anni. Pesaro, la sua città natale, gli ha intitolato il Giardino della Musica, una rinnovata area verde compresa tra Palazzo Ricci e il Conservatorio Gioacchino Rossini dove il giovanissimo Ortolani aveva studiato composizione e flauto; il Giardino è destinato a ospitare manifestazioni musicali e di varia cultura. La moglie, la figlia Rizia ed altri familiari erano presenti alla cerimonia inaugurale. Commoventi le parole di Katyna: “Finalmente si realizza quel sogno che io e Riz accarezzavamo osservando dalle finestre del Conservatorio questo giardino che mio marito, precorrendo i tempi, immaginava come sede perfetta per fare musica. Quando verrete qui rivolgete un pensiero a Riz…e anche a me perché non sono eterna!” E ancor più emozionante è stata, su richiesta del pubblico, la sua esecuzione della canzone More.

Katyna Ranieri ci ha lasciato la notte del 2 settembre 2018, poco dopo aver festeggiato il 93° compleanno.

Un sentito grazie a Rizia Ortolani che mi ha concesso di utilizzare le bellissime foto dei genitori, proprietà di famiglia, per la pubblicazione su queste News.