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Vino Bonbonnière… le radici nell’Arte e nella Storia

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Il vino Bonbonniére è stato ideato dall'autore, regista, direttore artistico Giorgio Fabris del Teatro Accademia di Conegliano per il progettoLa mia vita con Mozart” prodotto da Pino Quartullo.

16salierivinoSul palco la triade Wolfgang Amadeus Mozart - Lorenzo Da Ponte - Antonio Salieri, con il brindisi finale di Bonbonniére, atto d'amore verso il Maestro Salieri. Dietro questo vino c'è il racconto della storia della famiglia Fabris che nasce nel Cadore con Liberale Fabris e si dipana nei secoli con affascinanti vicende storiche della nobiltà veneta, facendosi partecipe dei più salienti momenti della storia, con Tiziano, Camillo Benso, Giacomo Casanova. Nel '700 ecco che la vita di Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart (Le nozze di Figaro, il Don Giovanni e Così fan tutte), si intreccia con quella di Antonio Salieri, sublime Maestro di Cappella dell'Imperatore d'Austria Giuseppe II, che Mozart soprannominava Bonbonniére per la sua golosità. A Salieri è dedicato questo vino rosso, per tutti coloro che sanno distillare il succo della vita; e dell'esistenza, altrimenti qualsiasi, hanno fatto Arte. 

L'eredità di Lorenzo Da Ponte si tramanda nel corso del tempo, nel 1892 infatti Andrea Da Ponte fonda a Conegliano una distilleria e con la figlia Bruna e il cognato Pietro Fabris si ricrea l'intreccio tra arte, cultura e distillazione che aveva reso famoso l'avo Lorenzo. A Pietro si deve l'ascesa del Teatro Accademia di Conegliano, sorto nel 1869 per volere dei nobili della cittadina veneta, un maestoso edificio, progettato dall'architetto Andrea Scala, che domina la Contrada Granda (oggi via XX settembre). Il teatro divenne da subito il polo culturale della città e già dal 1897 si tenne la prima proiezione cinematografica, un trionfo culminato negli anno 2000 con l'apertura, da parte di Giorgio Fabris, del multisala dedicato a Georges Méliès.

STORIA del VINO BONBONNIÉRE10bottigliaSalieri

L'Anno Domini 1574 nasceva in Cadore Liberale Fabris, capostipite di una dinastia della nobiltà veneta. Fu uomo di svegliato ingegno, personaggio influente nella società, nella politica, nell'arte e nella  cultura, principale fondamento questa della sua grandezza. Fu Cavaliere di San Marco.

Per li rami nei secoli ininterrotti di questa dinastia, di generazione in generazione, si riaffacciano le virtù del capostipite e si dipanano le loro vite. Una galleria di volti nei quali si riaccende la luce di Liberale, nome che evoca un destino e che per un miracolo semantico anticipò di un paio di secoli  il suo significato. Liberali sempre furono e sono i Fabris, una successione di personaggi impegnati nell'esercizio e nella promozione delle arti liberali, appunto, dominanti per vocazione sul vortice della vita e testimoni del suo mistero. Nelle loro biografie serpeggiano lasciando indelebile traccia, ricordi di Belle Lettere, di tavole di palcoscenici, mostre futuribili, scandali geniali, incontri edificanti e con personaggi che hanno a loro volta segnato il cammino come Alessandro Manzoni, i Marchesi Visconti; la partecipazione ad imprese mirabolanti come la spedizione Garibaldina dei Mille (riferita alla vicenda del sottotenente Fabris dove la madre riuscì a strapparlo alle truppe di Garibaldi a Quarto dopo un viaggio esasperato con una carrozza trainata da quattro cavalli neri che sfrecciava nella notta illuminata dalle stelle - puro romanticismo ottocentesco); lo sguardo di Tiziano sull'infinito (una Fabris sposò il fratello di Tiziano Vecellio - serate a casa del Tiziano di Colle Umberto, (TV), l'amore per la Patria con Camillo Benso conte di Cavour, le piccanti serate con Giacomo Casanova, complice di Lorenzo Da Ponte, il Poeta di Mozart. E in questo spazio mitico ecco affacciarsi Antonio Salieri, sublime Maestro di Cappella dell'Imperatore d'Austria Giuseppe II, che Mozart soprannominava BONBONNIÉRE per la sua golosità. 

A Salieri è dedicato questo vino ROSSO, per tutti coloro che sanno distillare il succo della vita; e dell'esistenza, altrimenti qualsiasi, hanno fatto Arte

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